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Omaggio a Guido Farina
Martedì 10 Dicembre
17:00
Sala Fontana

Presentano Marina Vaccarini e Maria Cecilia Farina.

Il Museo del Novecento e NoMus presentano la serata dedicata al musicista, compositore e didatta Guido Farina (Pavia 1903 - 1999), in occasione del ventesimo anniversario dalla sua scomparsa. Introducono l'appuntamento Marina Vaccarini e Maria Cecilia Farina, mentre eseguiranno le musiche del maestro Giovanna Polacco (violino) e Alfonso Alberti (pianoforte).

PROGRAMMA

Colloquio per pianoforte
Ritratti di animali per pianoforte
Romanza e Andante appassionato per violino e pianoforte
Sonata per violino e pianoforte
Lauda per pianoforte

GUIDO FARINA nasce a Pavia nel quartiere Borgo Ticino il 30 ottobre 1903. Dopo i primi studi musicali condotti nella sua città con Franco Vittadini e Luigi Picchi, si iscrive nel 1920 al Conservatorio di Milano, nella classe di Vincenzo Ferroni. L'ostilità della famiglia nei confronti della sua formazione musicale non gli impedisce di iniziare un’intensa attività di didatta, direttore d’orchestra e animatore culturale a Pavia e a Milano, dando vita ai suoi primi lavori cameristici e corali. L’esordio nel mondo del teatro avviene con l’opera "La dodicesima notte o quel che volete" su libretto di Eligio Possenti da Shakespeare, rappresentata la prima volta al Teatro Filodrammatici di Milano nel 1929: quella per l'opera comica diverrà una passione lungamente coltivata da Farina. È nell’opera comica, come scrisse Giulio Confalonieri, che trovano spazio tutti i tratti «[…] di lirismo velato da garbata ironia, di desiderio di canto, di nostalgia per nobili forme del passato, di prontezza nel cogliere, delle cose e delle figure umane, il lato caratteristico […]».
Non si deve poi dimenticare l’interesse di Guido Farina per la fisarmonica, «il dialetto della musica nel mondo». Per questo strumento compone e pubblica numerose composizioni, mentre alcuni pezzi per pianoforte, tra cui il "Corale" in strofe variate, erano già stati trascritti negli anni ’40 da Felice Fugazza e inseriti come pezzi d’obbligo in concorsi.
Una grossa parte della vita del compositore è spesa nell’attività didattica, prima all’Istituto musicale di Pavia, (intitolato dal 1948 a Franco Vittadini), del quale per molti anni Farina fu direttore, e poi nei conservatori di Bolzano e Milano, come docente di Contrappunto e fuga e di Composizione polifonica vocale.
L’attività di compositore di Guido Farina si chiude bruscamente nel 1951 con il Quartetto d’archi con voce recitante detto “dell’Uomo che sapeva”, significativo gesto di un compositore che sentiva ormai aperto un solco incommensurabile tra il suo scrivere legato alla tradizione tonale e il mondo nuovo del serialismo e delle avanguardie.
Negli anni ’70 si stabilisce definitivamente a Pavia con la moglie e i quattro figli e la sua parabola professionale si avvia al termine. Progressivamente chiusa l’attività didattica, ai ricordi della sua giovinezza e degli amici di un tempo dedica articoli e due libri: Storie del Borgo (1982) e Dal Borgo in città (1984). Nel 1994 scrive e pubblica I fioretti di Don Enzo, testimonianze su un amico sacerdote che rivelano il percorso spirituale del musicista e la sua fede fattasi
sempre più profonda. Circondato dall’affetto familiare e dagli ex-allievi che frequentano regolarmente la sua casa, Guido Farina si spegne il 10 dicembre 1999.

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Piazza Duomo, 8 Milano

T. +39 02 884 440 61
F. +39 02 884 440 62

c.museo900@comune.milano.it

ORARI

Lunedì 14.30-19.30
Martedì 9.30-19.30
Mercoledì 9.30-19.30
Giovedì 9.30-22.30
Venerdì 9.30-19.30
Sabato 9.30-22.30
Domenica 9.30-19.30


Ultimo ingresso consentito un'ora prima della chiusura del museo.

 

BIGLIETTI

Intero 5 €
Ridotto 3 €